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In Italia sono circa 300.000 le persone con epatite C diagnosticata1 e si stima siano circa 1,2 milioni gli italiani positivi al virus HCV2, ma che a causa dell’assenza di sintomi3 non giungono in tempi rapidi alla diagnosi4, con tutto quanto ne consegue in termini di peggioramento delle condizioni di salute generale e di sviluppo di patologie importanti come cirrosi ed epatocarcinoma5.

Nonostante negli ultimi mesi sia stata elevata l’attenzione sul tema da parte dei mezzi di comunicazione (il 73% dichiara spontaneamente di averne sentito parlare6), circa 7 italiani su 10 (dai 18 anni in su) ritengono di avere una conoscenza scarsa e non adeguata dell’infezione. Sorprendentemente, la mancanza di informazioni riguarda anche coloro che hanno un contatto diretto con persone malate (il 43% di chi ha un parente con epatite C e il 60% di coloro che hanno un conoscente) e che, ancor più di altri, hanno un rischio potenziale elevato di entrare in contatto con il virus HCV. L’epatite C resta ancora oggi una malattia subdola, un killer silenzioso, a causa della scarsa percezione della diffusione della malattia (il 52% degli italiani ne sottostima la portata), dell’assenza di sintomi tangibili (il 91% non sa che si tratta di una malattia asintomatica), del rischio di contagio (l’88% pensa che l’epatite C possa colpire solo alcune categorie di persone e non le persone comuni) e della limitata conoscenza dei comportamenti utili ad evitare l’infezione (solo 2 italiani su 10 ritengono essenziale l’utilizzo di aghi sterili, il non condividere oggetti igienici personali con persone di cui non si ha sicurezza delle condizioni di salute, l’uso di precauzioni in caso di esposizione a sangue potenzialmente infetto)7.

Oltre ad avere un impatto in termini sanitari, l’epatite C è una patologia che incide pesantemente sulla qualità di vita di chi ne è colpito e di coloro che gli vivono accanto, famigliari, amici e colleghi. La scarsa conoscenza contribuisce a rendere misterioso il virus HCV ed invisibili tutti coloro che, apparentemente sani, affrontano quotidianamente numerose difficoltà legate a disagi fisici, psicologici e sociali. Approfondire la conoscenza sull’infezione è la migliore strategia per fare prevenzione e riportare il valore delle persone al centro. Il mondo dei media si impegna quotidianamente nel promuovere una corretta cultura della salute, dalla prevenzione alla diagnosi precoce e alla ricerca. Grazie alla diffusione di messaggi corretti sono stati raggiunti molti importanti traguardi su temi sanitari dal grande impatto sociale. Crediamo nel ruolo della comunicazione, crediamo che avere l’obiettivo comune di diffondere informazioni corrette e semplici possa migliorare il mondo in cui viviamo.

1 PharmacoEcon Ital Res Artic. A. Marcellusi, R. Viti, A. Capone, F. S. Mennini; 2014 16:23
2 Epatite C. L’informazione ti protegge. A cura dell’Associazione EpaC Onlus http://www.sosfegato.it/camo/onlus/all/EpatiteC.pdf Ultimo accesso Dicembre 2014.
3 Epatite C. L’informazione ti protegge. A cura dell’Associazione EpaC Onlus target=”_blank” http://www.sosfegato.it/camo/onlus/all/EpatiteC.pdf Ultimo accesso Dicembre 2014.
4 EASL Clinical Practice Guidelines: management of hepatitis C virus infection. European Association for the Study of the Liver. J Hepatol 2014;60:392-420.
5 Chen SL et al. The Natural History of Hepatitis C Virus (HCV) Infection. Int J Med Sci 2006;3(2):47-52. 6 Gli italiani e l’epatite C a cura di Doxa Pharma. Marzo 2015 (rilevazione effettuata dal 11al 17 marzo 2015.
7 Gli italiani e l’epatite C a cura di Doxa Pharma. Marzo 2015 (rilevazione effettuata dal 11al 17 marzo 2015).