Una malattia con la C arriva a San Marino

È dalla considerazione che l’informazione è la prima arma per contrastare l’epatite C che il 28 aprile all’Ospedale di Stato prima e alla sala Montelupo di San Marino poi, esperti, associazione pazienti, medici di medicina generale, farmacisti, odontoiatri e cittadini sanmarinesi si sono riuniti per parlare di epatite C, fattori di rischio e prevenzione. L’occasione è stata legata alla presentazione della Campagna “Una malattia con la C”, realizzata da AbbVie, promossa sul territorio dall’Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino (ISS), con il patrocinio dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e di EpaC Associazione Onlus.

Obiettivo: trasferire a un ampio pubblico, attraverso vari canali di comunicazione, le informazioni su come fare prevenzione. Grazie alla collaborazione con medici di medicina generale, farmacisti ed odontoiatri del territorio, i cittadini riceveranno informazioni e materiali informativi utili a conoscere meglio le modalità di contagio e le condizioni che mettono a rischio di infezione.

L’iniziativa, secondo quanto detto dalle istituzioni sanitarie di San Marino, rappresenta l’inizio di un ambizioso percorso che, a partire dall’incentivazione di buone pratiche di prevenzione, si propone di rendere San Marino il primo Paese al mondo “epatite C free”.

San Marino libero dall’epatite C è un sogno ed una speranza concreta che deve vedere coinvolti tutti gli operatori sanitari pubblici e privati e tutte le Agenzie del territorio a partire dalle scuole. Sarà un successo di tutta la comunità e dell’Istituto Sicurezza Sociale e consentirà di restituire alla serenità, alla famiglia e alla società decine, centinaia di persone che fino ad oggi hanno convissuto con una grave malattia aspettando solo il peggio” ha dichiarato Dario Manzaroli, Direttore delle Attività Sanitarie e Socio Sanitarie dell’ISS e Responsabile del progetto.

Nonostante la severità di questa patologia sono ancora molte le persone che non sono adeguatamente informate sulla natura e l’evoluzione dell’epatite C. Si tratta infatti di una patologia subdola, i cui sintomi possono richiedere anche 30 anni per manifestarsi1, tanto che circa l’80% delle persone infette non sa di esserlo, poiché non percepisce alcun segnale di allarme 2 tale da suggerire una visita specialistica e i test necessari alla diagnosi.

La gente non si rende conto di quanto sia diffusa questa infezione cronica del fegato e non sa nemmeno quando sia avvenuto il contagio trattandosi di una malattia asintomatica per molti anni. Significativo è il dato, emerso da una ricerca realizzata da DoxaPharma, che evidenzia come non conosca l’epatite C persino chi ha un parente o un conoscente malato con tutto quanto consegue in termini di incapacità di proteggersi dal rischio di contagio” ha commentato Marco Marzioni, dell’Università delle Marche.

“L’assenza di sintomi evidenti è la ragione alla base della forte diffusione e del ritardo diagnostico dell’epatite C, con tutte le conseguenze legate al peggioramento complessivo della qualità di vita e delle condizioni di salute di chi ne è colpito. Il dato che inquieta di più è la totale mancanza di percezione della gravità di questa patologia che nella sua naturale evoluzione può portare a complicanze anche molto gravi, tra cui danni al fegato, cirrosi, insufficienza epatica o epatocarcinoma, tumore del fegato, fino alla morte” ha precisato Massimo Andreoni, del Policlinico Tor Vergata di Roma.

Oltre a compromettere significativamente la qualità di vita di chi ne è colpito, l’epatite C si lega spesso a barriere culturali, fonte di paura e stigma, alimentate dall’ignoranza di chi conosce poco o nulla questa patologia.

La nostra Associazione è da sempre impegnata con i pazienti nella diffusione di informazioni corrette sulla patologia e su come affrontarla. È per questo che abbiamo deciso di sostenere con entusiasmo la Campagna di informazione e sensibilizzazione “Una malattia con la C” in grado di raggiungere, attraverso diversi canali, l’intera popolazione sanmarinese offrendo l’opportunità di una più capillare informazione” ha spiegato durante gli incontri Ivan Gardini, Presidente di EpaC Associazione Onlus.