L’epatite C come possibile fattore di rischio per la Malattia di Parkinson?

Il rischio di sviluppare il Parkinson è multifattoriale, ma uno studio dell’Università di Taiwan dimostra come l’epatite C possa essere un fattore di rischio significativo. Lo studio “Hepatitis C virus infection as a risk factor for Parkinson disease: a nationwide cohort study”, pubblicato sulla rivista Neurology1 ha evidenziato infatti come l’infezione da HCV incrementa di 2,5 volte il rischio di sviluppare questa malattia degenerativa.

L’ipotesi è che il virus dell’epatite C entri nel sistema nervoso centrale interrompendo l’integrità della barriera emato-encefalica, alterando la trasmissione neuronale dopaminergica nel mesencefalo e innescando neuro-infiammazione, che si traduce in un danno neuronale, primo tassello della neuro-degenerazione a cui potrebbero sommarsi altri fattori come l’invecchiamento e l’esposizione a sostanze dannose.

Per la realizzazione dello studio, i ricercatori hanno utilizzato il National Health Insurance Program, un programma obbligatorio che copre più del 99% dei residenti di Taiwan, e il Longitudinal Health Insurance Database, che ospita le informazioni su 1 milione di persone scelte casualmente dal programma National Health Insurance. A partire da questi database, nel corso dello studio sono stati esaminati i dati relativi a quasi 50.000 pazienti con epatite di origine virale (il 71% dei quali con epatite B, il 21% con epatite C e l’8% con epatite di entrambi i tipi), mettendoli a confronto con quelli di circa 200.000 pazienti senza una storia di epatite. L’età media dei pazienti era di circa 46 anni e il 43,5% dei pazienti era di sesso femminile. Tutti i pazienti sono stati seguiti per 12 anni per stabilire se sviluppassero o meno la Malattia di Parkinson.

Anche dopo l’aggiustamento per età, sesso e comorbidità, tra cui iperlipidemia, ipertensione, cardiopatia ischemica, diabete, epilessia, cirrosi, ictus e trauma cranico, l’associazione tra epatite C e Parkinson è rimasta statisticamente significativa. Il legame tra l’infezione da HCV e Parkinson è stato anche supportato dai risultati dello stesso studio che dimostrano come questa infezione potrebbe rilasciare citochine infiammatorie, come ad esempio sICAM-1 e RANTES, che possono svolgere un ruolo nella patogenesi del Parkinson.

L’associazione tra virus dell’epatite C e insorgenza della Malattia di Parkinson ha delle rilevanti implicazioni cliniche nelle aree ad elevata endemia di HCV, come appunto Taiwan dove le trasfusioni di sangue rappresentano il principale fattore di rischio di trasmissione dell’infezione, ed la prevalenza nazionale di sieropositività anti-HCV si aggira attorno al 5%.

Avere a disposizione un maggior numero di test neurologici dettagliati e di immagini radiologiche funzionali potrebbero, quindi, aiutare a rilevare forme precoci di Malattia di Parkinson nei pazienti positivi agli anticorpi anti-HCV.

IT/HC-V/1116/0857