HCV un virus che non danneggia solo il fegato

Il virus HCV non limita i suoi danni al fegato, ma determina una serie di altre patologie 1,2, che condizionano profondamente la qualità di vita di chi ne è infetto ed accrescono la mortalita per cause non direttamente legate all’epatite C 3. Bersaglio del virus HCV sono infatti anche sistemi ed organi extraepatici come il sistema nervoso centrale e quello immunitario 4.

I meccanismi alla base delle conseguenze extraepatiche dell’infezione da HCV sono determinati da fattori diversi come ad esempio gli effetti endocrini, la replicazione del virus HCV nelle cellule extraepatiche, o la stessa reazione immunitaria che può determinare effetti sistemici 5.

A confermarlo uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Gastroenterology 6, secondo il quale le persone positive al virus HCV (anche con malattia epatica lieve) possono sviluppare diverse altre patologie come la crioglobulinemia mista e le sue conseguenze, che vanno dalla vasculite cutanea e viscerale alla glomerulonefrite e al linfoma non-Hodgkin a cellule B.

In questi pazienti inoltre aumentano i tassi di insulino-resistenza, i casi di diabete e aterosclerosi, con conseguente aumento della morbilità e mortalità per cause cardiovascolari.

Esiste poi un gruppo di condizioni neurologiche e psichiatriche associate al virus dell’epatite C, ad alto impatto sulla qualità di vita, che comprendono l’affaticamento ed il deterioramento cognitivo 7, la depressione 8,9,10  l’ansia 11, i disordini bipolari e la schizofrenia 12.

Nella presa in carico della persona con infezione da virus HCV, il medico specialista deve monitorare e trattare non solo la malattia epatica ed il danno d’organo, ma anche le patologie che da essa derivano per contenere la mortalità non epatica 13.